Elisabetta Falcicchio è dottoranda di ricerca in Studi linguistici, letterari e interculturali in ambito europeo ed extraeuropeo presso l’Università di Milano “La Statale”. La sua tesi dal titolo Romances que arquivam, arquivos que narram. As Areias do imperador de Mia Couto e a arqueologia da História de Moçambique mira ad approfondire il processo di decostruzione dell’epistemologia coloniale e colonialista in contesto mozambicano, a partire dalle proiezioni sociali della letteratura, problematizzando il concetto di archivio al di là della sua materialità. Il suo approccio alla ricerca coniuga gli studi letterari, agli studi culturali, alla filosofia africana e alla sociologia. È stata dottoranda visitante presso il Centro de Estudos Sociais da Universidade de Coimbra, integrando nel suo curriculum accademico alcune discipline del corso di dottorato in Pós-colonialismos e cidadanias culturais, mirate ad approfondire le sue competenze teoriche e ad acquisire nuove metodologie di analisi e ricerca a partire da una prospettiva postcoloniale e decoloniale. Ha partecipato a diverse conferenze presentando lavori sulla letteratura portoghese del Novecento e la letteratura mozambicana contemporanea. Tra i lavori più significativi, si ricorda l’intervento presentato in occasione del Centenario di Eugénio de Andrade, dal titolo L’ostinato rigore del tradurre. La poesia di Eugénio de Andrade divulgata in Italia, tenutosi alla Biblioteca nazionale di Roma; la presentazione al congresso internazionale A obra de António Lobo Antunes e Portugal pós-25 de Abril, dal titolo D’este viver aqui neste papel descripto: a correspondência privada de Antonio Lobo Antunes como arquivo sensível da guerra colonial em Angola; e il recente intervento Deslocamentos forçados e moçambicanidade: No verso da cicatriz de Bento Baloi al Congresso sui 50 anni delle indipendenze delle colonie portoghesi in Africa, a Lisbona.